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Cenerentola

Cenerentola

Per la rassegna "Teatro Madre"

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Informazioni utili

  • Categoria: Teatro
  • Data: 20/07/2018
  • Dove: Ostuni
  • Indirizzo: Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano
  • Costo: 5 euro
  • Orario: 21.00

Cenerentola

Della Compagnia Transadriatica Factory

Per la drammaturgia e regia di Tonio de Nitto, lo spettacolo (adatto ai bambini dai 3 anni) propone una rivisitazione della celebre fiaba, raccontata con tanta ironia mescolando danza e teatro di immagine. In scena due registri coreografici diversi per rappresentare le sorellastre e Cenerentola: uno nervoso e sguaiato, l’altro tenero e armonioso. Un solo ingombrante arredo scenografico, l’immenso armadio delle meraviglie, bianco, dal quale nascono le azioni e intorno a cui giocano le danzatrici e i due attori.

Al tempo di questa storia Cenerentola viveva, orfana, confinata a far la serva in casa propria per la sua super matrigna che le è madre e padre allo stesso tempo e per le sorelle goffe e culone. Al tempo di questa storia c’era anche un principe, timido e impacciato, che non era mai uscito dal regno e per farlo accasare ai regnanti non era restato che organizzargli una festa, un ballo. Invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini. Un mondo di figlie ammaestrate, viziate e sorde nel comprendere e accettare l’altro, non l’altro lontano... quello che non si conosce, ma l’altro in casa propria, la sorella(stra) più piccola, senza cipolle ai piedi, leggera e morbida come una piuma. È il fallimento del metodo matrigna, di un’educazione cinica e arrivista impartita ai propri figli che non lascia spazio ai sentimenti. È la storia di un incontro, di un riscatto, di un ritrovarsi, di un capirsi anche con una lingua, quella della danza, che è fatta di parole che, per essere dette, non hanno bisogno della voce.

Lo spettacolo nasce dall’incontro della compagnia teatrale Factory con la compagnia di danza Elektra, con la voglia di costruire assieme una nuova avventura che esplori un linguaggio nuovo per entrambe.


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