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Sant'Oronzo. Festa patronale a Surbo

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Feste patronali del Salento 2017

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Informazioni utili

  • Categoria: Feste religiose
  • Dal 17/09/2017 al 20/09/2017
  • Dove: Surbo
  • Indirizzo: Centro storico
  • Organizzatori: Associazione Culturale "Comitato Sant'Oronzo"

Sant'Oronzo

Festa patronale a Surbo

Oronzo, nato a Lecce nel I sec. d. C., agli albori del Cristianesimo, succeduto al padre Publio nell'incarico di tesoriere dell'imperatore, mentre  era a caccia insieme al nipote Fortunato, console della città, lungo la spiaggia di San Cataldo, l'allora Porto Adriano, incontrò san Giusto, inviato da san Paolo a Roma. Grazie a lui, Oronzo si convertì al Cristianesimo  e fu battezzato insieme al nipote Fortunato. Giusto e Oronzo cominciarono a diffondere la fede cristiana ma furono denunciati e fu loro imposto di offrire incenso a Giove nel tempio a lui dedicato. Dinanzi alla loro ferma opposizione il pretore condannò Oronzo e Giusto alla flagellazione e li fece rinchiudere in carcere.

Scarcerato, Giusto andò a Roma da Pietro e poi, accompagnato da Oronzo e Fortunato, a Corinto da Paolo. Questi nominò Oronzo vescovo della città di Lecce e il nipote Fortunato suo successore.
Nerone, che intanto inaspriva la persecuzione dei cristiani, mandò a Lecce un suo ministro, Antonino, che fece imprigionare Oronzo e Fortunato, minacciandoli di morte se non avessero abiurato al cristianesimo. Pur essendosi i due rifiutati di farlo, dopo varie peripezie, tornarono liberi continuando a predicare nel Salento. Arrestati successivamente da Antonino, che non aveva mai smesso di perseguitarli, i due furono condotti a tre chilometri da Lecce (dove attualmente sorge una chiesa denominata dai leccesi La Capu te Santu Ronzu oppure Santu Ronzu te fore), il 26 agosto, per essere decapitati.
Si narra inoltre che la testa non sia mai stata rinvenuta e che la chiesa cattolica non abbia mai aperto il processo per la santificazione.

Le origini del culto a Surbo


Il culto per il santo che fu martire e testimone della fede in Cristo era presente a Surbo già all'inizio del 1600. Infatti nei verbali della Santa Visita del 1658 fatta dal Vescovo Luigi Pappacoda a Surbo, nella descrizione dell'altare di San Carlo Borromeo si parla delle immagini di santo Oronzo e san Giusto dipinte sui muri laterali dell'arco dove era posta la tela di San Carlo e di una data, il 1616, dipinta sotto di esse.
Nei registri di battesimo dell'Archivio Parrocchiale il primo bambino del paese a cui fu messo il nome Oronzo fu, il 16 ottobre 1656, Fabio Oronzo figlio di Leonardo Lia e Lucrezia Carra.
Il culto per il santo avrà però una forte spinta quando nella Santa Visita del 1660 Monsignor Pappacoda darà il via al progetto della costruzione di una cappella dedicata al santo "quia fui introducta cum magno fervore devotio populi erga divum Orontium".
La costruzione della nuova cappella nella chiesa matrice di Surbo doveva essere finanziata raccogliendo elemosine, che potevano essere "pecunia numerata" cioè denaro contante, oppure "oleo et frumento". Visto che la Chiesa di Santa Maria del Popolo aveva una moltitudine di altari, era necessario trovare il luogo adatto in cui erigere la cappella. Il Vescovo "consideratis considerandis et observatis observandis", avuto un colloquio con l'Arciprete ordinò che fosse costruita "in loco principaliori" e "porrecta extra muros ecclesiae" , lì dove c'era la cappella del Presepe di Nostro Signore Gesù Cristo, previo assenso della famiglia Coccioli che di questa cappella aveva il patronato.
Nel 1662 era già pronta una grande tela dedicata al santo "dipinta sullo stesso tipo di quella della Chiesa Cattedrale di Lecce" collocata provvisoriamente presso l'altare di sant'Antonio Abate.
Nel 1667 la cappella era stata costruita, ma venne ordinato che la tela del santo avesse ai lati delle colonne e altri ornamenti "in pietra leccese scolpita con arte". Fu "magistro Ambrosio Martinelli de Cupertino" a fare il lavoro per 90 ducati. La devozione al santo anche a Surbo iniziò pian piano ad assumere una certa ufficialità.
L'8 luglio 1731 con un atto redatto dal notaio G. Cavoti, fu chiesto da Nicolò Pino (in quel tempo sindaco dell'Università di Surbo) in rappresentanza della cittadinanza, che sant'Oronzo fosse proclamato Protettore e Patrono del paese, vista la grande devozione che da tempo il popolo di Surbo aveva per lui.
Nel 1735 il Capitolo di Surbo fece la richiesta a Papa Clemente XIII ed ai Cardinali della Sacra Congregazione dei Riti.
Nella Santa Visita del 1747 del Vescovo Scipione Spina, si legge che la festività di sant'Oronzo era "celebrata nella domenica successiva alla ricorrenza segnata sul calendario liturgico con la messa solenne e i primi e i secondi vespri. Si recita la supplica per tutto il paese ed il sindaco dell'Università contribuisce annualmente alle spese con 20 carlini, mentre il clero si fa carico della celebrazione del rito religioso".
Il culto del santo, protettore dai fulmini, dai terremoti, dai temporali e dalla peste, porterà ad un proliferare delle sue immagini: ad esempio nel Cappellone dedicato al santo, oltre la tela fatta eseguire su modello di quella di Giovanni Andrea Coppola (che ora si trova sull'altare maggiore) in una nicchia era conservato un busto in cartapesta argentata del 1700. E' inoltre ancora visibile un antico piccolo ovale in pietra su cui è rappresentata la decapitazione di sant'Oronzo, e dai primi del 1900, al centro della macchina dell'altare nel Cappellone, c'è un altorilievo in cartapesta raffigurante la "Gloria di sant'Oronzo".


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