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Tavole di San Giuseppe. Festa a Minervino

Tavole di San Giuseppe. Festa a Minervino

Fra religiosità e degustazioni

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Informazioni utili

  • Categoria: Feste, sagre e fiere
  • Dal 18/03/2018 al 19/03/2018
  • Dove: Minervino Di Lecce
  • Indirizzo: Comunità per minori "Mettere le ali" onlus
  • Orario: 19.00 (18/03) - 12.00 (19/03)

Tavole di San Giuseppe

Festa a Minervino

Per il quarto anno consecutivo la cooperativa sociale "Mettere le Ali" Onlus rinnova il rito delle Tavole di San Giuseppe, ancestrale espressione della profonda religiosità salentina.

Il programma

Il rito avrà inizio domenica 18, a partire dalle 19.00 con la benedizione da parte di Don Antonio Cagnazzo della Tavola di “Mettere Le Ali e della “massa”, la tradizionale pietanza che sarà offerta per tutta la serata ai pellegrinanti, durante la veglia notturna.

Lunedì 19

A  partire dalle 12.00, si rinnova il momento più solenne del rito, la rappresentazione che vede importanti personalità della cultura e del sociale animare la Tavola nei ruoli sacri alla tradizione cristiana. Quest’anno il noto giornalista direttore di Tg Norba 24 Vincenzo Magistà, vestirà i panni di San Giuseppe e, con tre colpi del bastone, simbolo del Santo, darà inizio al pranzo; la dott.ssa Serenella Molendini, consigliera di Pari Opportunità della Regione Puglia “interpreterà” Maria; un adolescente del Movimento anti bullismo MaBasta! dell’Istituto Galilei – Costa di Lecce avrà il ruolo di Gesù Bambino. Si ringraziano per il patrocinio alla realizzazione dell’evento il Comune di Minervino, PugliaPromozione “We Are in Puglia” e Media partner “Salento Dove”, magazine di Salento d’Amare. Come da tradizione, la Tavola sarà imbandita con cibi rigorosamente di magro, preparati con cura e devozione nei giorni precedenti da esperte mani femminili. Immancabili pasta e ceci (“ciceri e tria” o “massa), verdura lessata, pesce, emblema di Cristo, i pampasciuni, simbolo della fine dell’inverno, le pittule. Caratteristiche le grandi forme di pane a ciambella contrassegnate da simboli come la palma, il giglio, il bastone, la corona del Rosario, espressione di pace e prosperità, Il suggestivo rito delle Tavole di San Giuseppe si ricollega idealmente agli antichi riti di rinascita all'arrivo della primavera, ai banchetti per i poveri offerti dai signori feudali nel Medioevo, ai pasti cadi per i bisognosi tramandati dai monaci basiliani e conservati nella liturgia bizantina. Alcuni studiosi aggiungono a queste ascendenze riferimenti all’ Arcipurcim o festa dell’Arziburo, banchetto comunitario tra le famiglie dello stesso ceppo, che si celebrava il giorno di San Giuseppe nelle comunità arbëreshe. Un'altra tradizione di riferimento è il rito ebraico del Tu BiShevàt, il Capodanno degli alberi, dove era servito un pasto di quindici varietà di frutta. Si parla anche di influenze musulmane anch’esse relativa alla tradizione del banchetto comunitario. Le tavole di San Giuseppe nella loro essenza parlano dunque di un incontro di civiltà che trova la propria sintesi nell’agape cristiana e testimonia la vocazione multiculturale e solidale del Salento. Denominate Mattra in alcune zone, le Tavole di San Giuseppe, rivalutate oggi oltre la dimensione locale, si celebrano con solennità in molti paesi salentini. Oltre a Minervino di Lecce, la tradizione è viva a Casamassella, Cocumola, Giurdignano, Guagnano, Uggiano la Chiesa, con piccole varianti, ma con un comune simbolismo e l’affermazione dei valori di solidarietà. Le lunghe tavole, rivestite da candide, preziose tovaglie di corredo con al centro l’effige di San Giuseppe, sono imbandite secondo uno specifico rituale simbolico che comprende anche la disposizione dei cibi e l’ordine in cui sono serviti. Le decorazioni floreali coniugano a livello cromatico il bianco e giallo, colori tipici dell’iconografia del Santo; i commensali rappresentano la Sacra Famiglia e ad essi possono aggiungersi vari Santi, sempre in numero dispari, fino ad un massimo di tredici.


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