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Eventi e speciali

San Rocco. Festa a Torrepaduli

Feste patronali del Salento 2018

Appartiene a...

Informazioni utili

  • Categoria: Feste religiose
  • Dal 15/08/2018 al 17/08/2018
  • Dove: Torrepaduli
  • Indirizzo: Centro storico
  • Costo:

San Rocco

Festa a Torrepaduli

Si può forse dire, senza paura di essere smentiti, che la Festa di San Rocco a Torrepaduli sia l'unico filo che nel Salento abbia tenuto saldi i legami fra la cultura contadina, genuina e circoscritta, di pizziche e tarante, malattia e guarigione, tamburelli, nacchere e fisarmoniche, duelli e ronde e l'attuale uso massiccio e mediatico del fenomeno quasi improvvisamente scoppiato non più di una decina di anni fa, quando il Salento si mise in "grande spolvero" per intraprendere la strada dell'economia turistica.

 La sera del 15 agosto, in occasione dei festeggiamenti di san Rocco, da tempo immemorabile, decine di migliaia di persone si riversano nel piccolo centro salentino per partecipare, come spettatori o ballerini, alla "danza delle spade" o "pizzica-scherma": al suono ipnotico dei tamburelli, due uomini mimano un duello di scherma usando le mani, al ritmo incalzante dei tamburelli e dell'armonica a bocca suonati dai musicisti che si dispongono in cerchio (ronda). .

Secondo la leggenda, la danza della scherma si balla in occasione della festa di S. Rocco perché il Santo, di origine francese, vissuto nel XIV sec. e guaritore dalla peste bubbonica, di origini nobiliari e valoroso cavaliere, avrebbe insegnato l'arte della scherma ai propri compagni di cella durante la sua prigionia nel Nord Italia, a Voghera. Durante il suo viaggio di ritorno a Montpelier, sua città di origine, era stato, infatti, ingiustamente accusato di essere una spia e lasciato morire in carcere a soli 32 anni nella notte fra il 15 ed il 16 agosto


Quella di San Rocco a Torrepaduli non è una festa solo mediatica, turistica e modaiola. Essa conserva ancora oggi quello spirito religioso delle origini. Ancora oggi i credenti giungono in pellegrinaggio a piedi dai paesi vicini fino al santuario; ancora oggi, alcuni percorrono la navata in ginocchio fino alla statua del santo. E' questo l'aspetto intimo, magico della festa, che non si è perso, nonostante abbia avuto grande diffusione l'altro aspetto, quello più spettacolare, dei balli, delle ronde, del duello.

Da http://www.festasanroccotorrepaduli.it

Leggende
La leggenda di Maria madre di Gesù con San Rocco consiste nel fatto che anche il pellegrino San Rocco ha fatto parte della vita di Dio. La leggenda narra infatti che San Rocco prima di morire ebbe in apparizione l'angelo Raffaele che gli permise di andare a Gerusalemme per ottemperare alla seconda parte del voto di Pellegrino visitando i luoghi Santi.(Ministero Angelico). L'altra leggenda che Lo riguarda è quella secondo la quale anticamente le autorità di Ruffano decisero di spostare San Rocco da Torrepaduli a Ruffano in via definitiva. Il tutto doveva svolgersi durante una processione lungo la via principale che dalla frazione conduce al centro abitato di Ruffano. Improvvisamente però la statua del Santo divenne così pesante che le persone che la portavano a spalla dovettero chiedere aiuto. Numerosi astanti si aggiunsero a dare manforte, ma lo sforzo risultò inutile in quanto la statua non permise di procedere, anche di un solo passo. A questo punto si decise di tornare indietro e imboccata la direzione per Torrepaduli, verso il Santuario la statua ritornò al suo peso normale.

Festa
La festa di San Rocco è una tradizionale festività di Torrepaduli, che si tiene il 16 agosto di ogni anno, caratterizzata sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista della tradizione che dalla fiera annessa alla festa.
L'importanza della festa di San Rocco ha avuto un riconoscimento sia a livello regionale che a livello provinciale, con la creazione di una Fondazione ad essa dedicata.
Questa festa è molto sentita nel Salento ed ogni anno vi affluiscono diverse migliaia di persone, anche da fuori provincia e regione, creando non pochi disagi logistici.
Una delle più note manifestazioni che c'è in questo giorno è la danza delle spade, un tipo particolare di pizzica detta pizzica a scherma.
La danza, caratterizzata per la sua improvvisazione in ronde più o meno grandi al cui interno ci sono gli sfidanti che simulano un duello danzante che fino a non molto tempo si faceva con i coltelli (da cui le spade) e che oggi sono semplicemente rievocati con le dita, accompagnati a ritmo di pizzica dal suono dei tamburelli e da altri strumenti, come nacchere, fisarmoniche e violini dei poveri. Molto importante è anche la fiera, di antica ascendenza; una volta molto importante quella del bestiame, fatta essenzialmente da mercanti zingari, oggi pressochè scomparsi. Essa si svolge nelle strade del paese, ed è sempre parecchio affollata.

Danza delle spade
La pizzica-scherma (erroneamente nota come danza delle spade) è una danza tradizionale delle province pugliesi meridionali (Taranto, Brindisi e Lecce) nella quale si mima in combattimento di coltelli usando semplicemente le dita della mano nuda; è dunque un tipo particolare di pizzica eseguito esclusivamente fra uomini che sostituisce il tema ludico con quello della sfida e del combattimento.
Questa particolare forma di danza non è di libero accesso ma, essendo legata per tradizione prevalentemente ad ambienti malavitosi (il carcere era un tempo la "palestra" più frequente), bisognava essere iniziati al ballo da persone già preparate ed essere presentati pubblicamente da un "compare" che fungeva da garante.
Nel Salento leccese ancora oggi è possibile assistere all'esecuzione della pizzica scherma o schermata perché legata alla tradizione di San Rocco nella località di Torrepaduli (nel comune di Ruffano), nella notte tra 15 e il 16 agosto, vigilia della festività del santo. Si possono per l'occasione vedere due stili esecutivi diversi, uno "leccese" e l'altro "zingaro". Entrambi sono repertori ricchi di un complesso dizionario gestuale codificato e noto solo agli adepti.
Nella danza partecipano due uomini (più rara è la scherma a tre), che mimano un duello di scherma usando le mani, al ritmo ripetitivo e quasi ossessivo dei tamburelli suonati dai musicisti, che si dispongono in cerchio (ronda).
In onore di San Rocco durante la celebrazione della festa si balla la famosa "danza scherma": un ballo che si perde nella notte dei tempi, molto antico, tipico e intrinseco solo di Torrepaduli. Il ballo si esegue con due ballerini che mimano con le dita delle mani un duello con coltelli all'interno delle famose "ronde", ovvero un gruppo di persone che si dispone in cerchio. I ballerini che a prima vista possono dare l'impressione di eseguire movimenti uguali ad altre coppie hanno invece, se si nota con più attenzione, uno stile prettamente schermistico e completamente diverso. Naturalmente tutti i movimenti vengono eseguiti in simbiosi con il ritmo scandito dai tamburellisti accompagnati a volte dall'armonica a bocca. La danza si evolve simulando un attacco fisico all'avversario, un tentativo di difesa e di "affondamento di un colpo". Quando l'avversario viene toccato, questi è immediatamente sostituito da altro ballerino che continua il "duello". Questo fenomeno risale a tempi antichissimi e attira ancora oggi la curiosità di medici, antropologi e psicologi che non sono riusciti a spiegarne le origini. Per tutti coloro che non sono nati in questi posti, è difficile sentire e comprendere questo misterioso evento: ogni abitante di Ruffano, infatti, già dalla nascita sente dentro di se di appartenere alla sua terra con tutto il mistero e il mito che la circonda, sente di essere erede di un patrimonio, quello della danza delle spade, che porta in tutto il mondo la straordinaria ricchezza della nostra cultura.


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