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Sant'Antonio Abate e la fòcara. Festa patronale a Novoli.

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Feste patronali del Salento 2016

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Informazioni utili

  • Categoria: Feste religiose
  • Dal 06/01/2016 al 18/01/2016
  • Dove: Novoli
  • Organizzatori: Comune di Novoli, Parrocchia Sant'Antonio Abate, Pro Loco e Comitato Festa.
  • Sito web: http://www.focara.it

Sant'Antonio Abate, detto anche Sant'Antonio del Fuoco, è un Santo di origine egiziana, un eremita, ritenuto il fondatore del Monachesimo, il primo Abate, vissuto per oltre 100 anni dal 251 al 357 d.C.

Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant'Antonio, in onore del racconto che vedeva il santo addirittura recarsi all'inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori.

Per questo, tra i molti malati che accorrevano per chiedere grazie e salute, molti erano afflitti dal male degli ardenti, conosciuto anche come fuoco di Sant'Antonio o herpes zoster, causato dal virus varicella-zoster (o VZV, che si riattiva nell'organismo in concomitanza con un indebolimento delle difese immunitarie a causa dell'età o patologie gravi. 

Sant'Antonio tuttavia è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.

La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.

Secondo una leggenda del Veneto, la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.


Ogni anno a Novoli si svolge nei giorni 16-17-18 gennaio, in onore di Sant'Antonio Abate, patrono del paese, la "festa del fuoco", un avvenimento che richiama, per la sua singolarità, migliaia di visitatori e pellegrini da ogni parte della provincia.

Non si sa con esattezza a quando risale la venerazione dei Novolesi per il "santo del fuoco", ma è da ritenere molto antica, probabilmente risale all'epoca bizantina. Questa considerazione nasce dal fatto che la devozione a S.Antonio Abate è, appunto, tipicamente bizantina, come bizantine sono anche quelle per San Nicola, San Biagio, Santo Stefano e Sant'Andrea, santi ai quali i Novolesi hanno dedicato delle chiese. Ufficialmente Sant'Antonio Abate diviene protettore di Novoli nel 1664 (vescovo dell'epoca mons. Luigi Pappacoda).

I preparativi per la festa cominciano molto tempo prima della data canonica, poiché l'organizzazione della stessa, a cura di un comitato cittadino, con il sostegno di numerosi partners pubblici e privati, è diventata sempre più complessa, specialmente negli anni più recenti, e offre numerosi motivi di attrazione non solo per i pellegrini e i devoti del santo, ma anche per turisti, curiosi, appassionati di folklore, visitatori della rassegna vinicola, della mostra mercato, del museo di arte contemporanea, partecipanti a convegni e incontri di vario genere. Il momento di maggior coinvolgimento della comunità rimane l'erezione del monumentale falò (la fòcara) di tralci di vite, a cui verrà dato fuoco la sera della vigilia della festa. Bisogna aspettare la potatura delle vigne per recuperare il materiale necessario alla costruzione della fòcara; le fascine, legate nei campi, vengono trasportate nel grande piazzale alla periferia del paese dove saranno sapientemente accatastate una per una fino a costituire una pira di circa venti metri di diametro per circa venticinque di altezza: l'operazione dura oltre un mese e coinvolge alcune decine di operatori volontari; la forma è una elaborazione del pignone conico in cui sulle aie venivano affastellati i mannelli di grano e varia negli anni: una sorta di torta a più strati concentrici, un cono con un oblò in alto, si può realizzare una galleria alla base; sono necessarie lunghe scale e catene di uomini su di esse per trasferire le fascine in alto, ed è indispensabile che la struttura cresca in modo simmetrico, perché deve resistere al proprio peso e alle intemperie ed essere prova della competenza dei costruttori e del lavoro ben fatto. Nel pomeriggio della vigilia, dopo la messa, si svolge per le vie del paese la imponente processione con la statua del santo e la sera avrà luogo la spettacolare accensione attraverso l'esplosione di numerose batterie pirotecniche che si arrampicano lungo i crinali del falò fino in cima, con effetti molto suggestivi.

Da questo momento si apre la festa vera e propria. Il momento dell'accensione, che è stato sempre di grande richiamo, attrae ormai un numero altissimo di persone, si parla di cifre superiori a ciquantamila, oltre all'interesse dei media. La fòcara arde come un enorme cero fino a consumarsi, per tutta la notte e il giorno dopo, e accompagna, fino a tardi, l'esecuzione di concerti, mentre negli spazi attigui i visitatori si muovono tra le attrazioni, i banchi di vendita, le esposizioni di prodotti enogastronomici, la fiera.

L'altro centro della festa è il santuario del santo, che accoglie un costante afflusso di devoti e pellegrini. Il giorno seguente, nel primo pomeriggio, vi si svolge, nella piazza antistante, la cerimonia della benedizione degli animali: sant'Antonio, infatti, che nell'iconografia è accompagnato da un maiale, è il protettore degli animali domestici. I quartieri centrali del paese sono interamente illuminati dalle ville, con le loro architetture colorate di luce, e i lati delle strade sono occupati dai venditori di ogni tipo di merce.

La festa di Sant'Antonio di Novoli mette in scena la comunità, con i suoi legami e le contrapposizioni, ma si apre anche ai visitatori, che accoglie numerosissimi, impone il rispetto delle consuetudini alimentari proprie dell'occasione, è momento di venerazione e di culto, produce relazioni civili e istituzionali, promuove il dialogo con istituzioni e realtà culturali di altri luoghi, dal luogo privilegiato in cui si colloca, al centro del Mediterraneo. Prof. Eugenio Imbriani (Università del Salento)

Calendario fittissimo di appuntamenti anche quest'anno per la Focara di Novoli, che prolunga i festeggiamenti per la sua spettacolare accensione dal 6 al 18 gennaio.


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