Piatto della cucina povera salentina, nato come sistema ingegnoso per riciclare le verdure rimaste dal giorno prima, ed oggi piatto caratteristico che personalmente ho tentato di nobilitare proponendolo come contorno o come antipasto insieme ad altre specialità. Si utilizzino tutte le verdure rimaste dal giorno precedente: cime di rape, cicorie, cavolfiori, spinaci, cicorielle selvatiche, e quant'altro sia verdura cotta; si strizzi la verdura con le mani, si metta su un tagliere e si tagliuzzi con un grosso coltello. Si mettano a cuocere delle patate in acqua fredda salata in quantita' pressoche' uguale a quella delle verdure utilizzate. Per 500 grammi di verdura e 500 grammi di patate, si metta mezzo bicchiere d'olio di oliva in una larga padella, si faccia scaldare e si aggiungano 4-5 pomodorini tagliati in quattro, si regoli di sale e si aggiunga un po' di peperoncino, si spremano due spicchi d'aglio e si unisca un cucchiaino colmo di aghi di rosmarino fresco. Si uniscano le verdure tagliuzzate e si facciano insaporire nell'olio, quindi si aggiungano le patate lesse schiacciate con i rebbi di una forchetta, e con un cucchiaio di legno si amalgamino i due ingredienti fin quando il loro colore sia divenuto uniforme. Si regoli il composto con il sale e se necessario si aggiunga ancora del peperoncino. Si travasi la "rreutàta" in un piatto da portata. Utilizzandola come contorno, e' eccezionale con le polpette al ragu', con una bella bisteccca arrosto e con la pignata di carne di cavallo.