Geografia del Salento

Mappa fisica del Salento

Il Salento è, per la maggior parte, una pianura, all'interno della quale si ergono rilievi collinari denominati Murge tarantine e brindisine e Serre Salentine. In dettaglio, esso può essere suddiviso in tre aree: Murge tarantine e brindisine, Tavoliere di Lecce o Piana Messapica, Serre Salentine.

Una depressione, la soglia messapica, separa le ultime propaggini delle Murge dalla Piana messapica.

Murge tarantine e brindisine

E' la parte sud dell'altopiano carsico delle Murge e si estende nell'area centrale della regione Puglia. Le Murge presentano una morfologia prevalmentemente collinare con quote massime di 680 mt di altitudine, alternate a vasti bassipiani e depressioni. Tale complesso di rilievi si estende dal corso inferiore dell'Ofanto alla soglia messapica tra Taranto e Brindisi e dalla fossa premurgiana fino al mare Adriatico.

Piana messapica o Tavoliere di Lecce

La pianura Salentina (anche Piana Messapica o Tavoliere di Lecce) è un bassopiano compreso tra le Murge e le Serre salentine. Si estende prevalentemente nella provincia di Brindisi (piana brindisina), in tutta la parte settentrionale della provincia di Lecce, a nord della linea immaginaria che congiunge Gallipoli e Otranto, fino ad Avetrana e Manduria nel tarantino. Nella sua zona mediana corre la strozzatura del cosiddetto "istmo messapico", fra Porto Cesareo e l'antica Valesio, nei pressi di Torchiarolo.

Quest'area carsica, completamente pianeggiante, è punteggiata di vigneti e uliveti, che crescono nella tipica terra rossa. Nonostante l'assenza di corsi d'acqua di superficie, numerose vore raccolgono l'acqua piovana che defluisce in veri e propri fiumi carsici sotterranei.

La piana è anche ricca di masserie, trasformate oggi in fiorenti agriturismi.

Le Serre Salentine

Morfologicamente il Salento meridionale si presenta come un alternarsi di aree pianeggianti, variamente estese, separate da rilievi scarsamente elevati, denominati Serre.

Le serre, sviluppatesi essenzialmente in direzione NO-SE raggiungono la quota massima presso la Serra dei Cianci (201 mt.); e' pero' verso l'estremita' della Penisola Salentina che questi rilievi, essendo particolarmente estesi e ravvicinati, costituiscono l'elemento caratteristico del paesaggio, tanto da dare alla zona il nome di Murge Salentine.

Queste ultime separano due aree aventi una morfologia lievemente diversa: una occidentale, più mossa per le numerose Serre degradanti verso il Golfo di Taranto, una orientale più pianeggiante, interrotta da Serre che possono arrivare ad intersecare la linea di costa a sud di Otranto originandovi alte falesie interrotte da profonde incisure (canaloni).

L'origine delle Serre salentine è collegata a grandi eventi tettonici che interessaronon il Salento tra il Cretaceo Superiore (65 milioni di anni fa) ed il Pleistocene inferiore (1 milione e mezzo di anni fa).

L'attivita' tettonica si manifesto' con una serie di faglie che dislocarono le rocce di eta' compresa tra il Cretaceo ed il Miocene, determinando un sollevamento delle aree corrispondenti alle attuali Serre ed il realtivo abbassamento delle aree interposte.

Serre Salentine
Denominazione Altezza (m)
Serra del Cianci 201 m
Monte Sant'Eleuterio 195 m
Serra di Montesardo 182 m
Madonna della Serra 169 m
La Serra 165 m
Serra dei Peccatori 159 m
Serra di Vereto 154 m
Serra Magnone 151 m
Monte Rotondo 148 m
Serra Falitte 145 m
Specchia Silva 145 m
Serra Mucorone 139 m
Monte Fiusco 135 m
Serra di Pozzo Mauro 132 m
Serra del Mito 126 m
Serra di Poggiardo 126 m
Monte Mattia 122 m
Serra di Casavecchia 111 m
Serra La Motta 106 m
Serra del Rio 104 m
Serra di Monte Li Specchi 104 m
Serra di Montevergine 101 m
Serra di Martignano 91 m
Serra di Castelforte 90 m
Serra Campilatini 90 m
Serra Calaturo 86 m
Serra Potenza 86 m
Serra Iannuzzi 76 m
Serra dell'Alto 66 m
Serra Fontane 62 m
Monte S. Angelo 49 m
Serra Cicora 46 m
Serra degli Angeli 35 m

La costa

La linea di costa non è mai monotona ma sempre varia e dai contorni frastagliati. Da Punta Prosciutto a Porto Cesareo la costa è bassa e frequentemente sabbiosa con affioramenti di acque freatiche e presenza di bacini retrodunari. A Sud Est di Porto Cesareo, fino a Santa Maria al Bagno la costa si eleva sul livello del mare, originando scogliere ed insenature. Ritorna bassa e sabbiosa e ricompaiono le "zone umide" retrodunari da Gallipoli a Leuca, estremo lembo del territorio salentino, proteso a cuneo nel mar Ionio Settentrionale. La presenza di isole e scogli lungo questa costa è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico.

La costa orientale è di notevole interesse paesaggistico, essendo composta da alte falesie (fino a 130 mt sul livello del mare) che sprofondano nelle acque del Canale d'Otranto, interrotte dalle profonde incisioni dei canaloni.

A Nord Ovest di Otranto la costa si riabbassa, rifanno la loro comparsa i bacini retrodunari (alcuni di notevole estensione, come i Laghi Alimini) e possono essere apprezzate le dune più spettacolari di tutto il territorio salentino.

Dagli Alimini a Casalabate la costa è sempre bassa, salvo che tra S. Andrea e S. Foca, con tratti sabbiosi che si alternano ad altri rocciosi; qui la fascia costiera è fortemente interessata dal fenomeno dell'impaludamento, tanto da essere stata più volte e in vari punti sottoposta ad interventi di bonifica.

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