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Sant'Ippazio. Festa patronale a Tiggiano

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Feste patronali del Salento 2016

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Informazioni utili

  • Categoria: Feste religiose
  • Dal 18/01/2016 al 19/01/2016
  • Dove: Tiggiano

Sant'Ippazio , vescovo di Gangra, nato in Asia Minore ai tempi dell'imperatore Costantino, mentre partecipava al Concilio di Nicea, nel corso di un'animatissima discussione, ricevette un poderoso calcione nel basso ventre che, una volta santo, gli fece meritare il titolo di protettore dell'apparato genitale maschile.

La sua venerazione arrivò  nel basso Salento probabilmente importata dai monaci basiliani

"Il 19 gennaio si celebra a Tiggiano la festa patronale di Sant'Ippazio Vescovo e Martire, protettore della virilità maschile e dell'ernia inguinale.

Nella mattinata si svolge la tradizionale fiera di animali, di attrezzi per l'agricoltura e di prodotti ortofrutticoli, tra i quali la shishela (la giuggiola, nel vernacolo locale) e la pestanaca, tipica varietà di carota dal colore giallo-viola.

Nel tardo pomeriggio ha luogo la processione, durante la quale si porta la statua più grande del Santo patrono per le vie del paese. La processione inizia sempre col peculiare rito dell'innalzamento dello starnaddhu, un'asta lunga sette metri, avvolta per quasi tutta la sua lunghezza da un panneggio rosso granata, che termina con una sfera in ghisa del peso di cinque chili. L'uomo incaricato dell'esecuzione di quest'atto rituale è il vincitore di un'asta, ovvero colui che ha versato la maggiore somma di denaro in favore del Santo. Prima che la statua del patrono venga portata fuori, egli deve partire in corsa dal portone della chiesa, percorrere il breve sagrato, scendere i tre scalini prospicienti e tenendo lo starnaddhu parallelo alla strada, sempre in corsa tra il rullo dei tamburi, arrivare all'altezza della cappella della Madonna Assunta (distante una cinquantina di metri dal punto di partenza) e lì innalzarlo con un strappo deciso. Un tempo, se il rito procedeva senza intoppi e terminava col dovuto innalzamento dello starnaddhu, si poteva auspicare una buona annata agricola. Viceversa, il mancato innalzamento dell'asta era considerato cattivo presagio per il raccolto dell'anno a venire. E'possibile che questo rituale sia ciò che rimane di antichi riti di fertilità, dato che esso rappresenta una palese allegoria dell'erezione dell'organo virile. Inoltre, anche alla luce di tutto ciò, la fera de Santu Pati, ovvero le festività in onore di Sant'Ippazio, possono essere interpretate come la riproposizione in chiave cristiana di un più antico rito pagano per la celebrazione del capodanno contadino.

L'ultimo atto dell'anno contadino consiste in pratica nella potatura degli alberi: una parte della legna che ne risulta viene impiegata per alimentare la tradizionale Focareddha de Santa Lucia, il tradizionale falò in onore di Santa Lucia, che si tiene la sera del 13 dicembre, alla fine della processione. Anche questa probabilmente è la perpetuazione di un rito più antico del Cristianesimo: il fuoco come agente purificatore, che chiude un ciclo e prepara all'avvento del nuovo anno." www.comune.tiggiano.le.it

Nei due giorni di festeggiamenti per "Santu Pati" (come affettuosamente è chiamato) a Tiggiano si tiene anche una tradizionale sagra dedicata alla "pastanaca" (carota gialla) di cui nel territorio si produce una varietà detta "Sant'Ippazio"


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