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Fiera delle Campanelle

foto campanelle

XVI Edizione

Informazioni utili

  • Categoria: Mostre e mostre mercato
  • Dal 30/05/2014 al 03/06/2014
  • Dove: Lecce
  • Indirizzo: ex Convento dei Teatini
  • Costo: accesso libero
  • Orario: tutto il giorno
  • Organizzatori: associazione Academia Lupiaensis

Academia Lupiaensis

Fiera delle Campanelle
XVI Edizione

"La leggenda racconta la storia di un povero pastore che aveva perso la sua unica pecora.
Dopo averla cercata ovunque, fino allo stremo delle forze, udì in lontanzanza il leggero tintinnio di una campana, seguì allora la direzione dalla quale proveniva il suono e giunse sul ciglio di un crepaccio dove vi era la sua pecora.
All'improvviso apparve San Michele che, dopo aver salvato la pecora, si tolse dal collo una campanella che regalò al pstorello come portafortuna. Da quel giorno la fortuna del pastorello cambiò e tutti i suoi desideri furono esauditi. Da allora la campanella divenne simbolo di portafortuna ed ancora oggi, secondo la tradizione salentina, viene donata alle persone alle qauli si vuol bene."

L'Associazione Academia Lupiaensis rinnova, con il patrocinio della Provincia e il Comune di Lecce, la manifestazione della Fiera delle Campanelle che avrà  luogo in Lecce dal giorno 30 maggio al giorno 3 giugno 2014 presso l'ex convento dei Teatini. La manifestazione, particolarmente sentita e coinvolgente, è legata al tema della campanella: infatti, in occasione della fiera, artisti e artigiani espongono manufatti in terracotta, nei quali il simbolo della campana viene interpretato in varie forme secondo il gusto e la creatività di ciascuno.  
      
La manifestazione, particolarmente sentita e coinvolgente, è legata al tema della campanella: in occasione della fiera, infatti, artisti e artigiani espongono manufatti in terracotta, nei quali il simbolo della campana viene interpretato in varie forme secondo il gusto e la creatività di ciascuno.
La manifestazione è organizzata dall'Academia Lupiaensis. L'obiettivo è quello di recuperare un'antica fiera, presente a Lecce già nel 1500, che si svolgeva ogni anno nel mese di maggio. Sulle bancarelle dei commercianti figuravano i prodotti in creta dell'artigianato locale, tra cui anche campanelle-giocattolo per i più piccoli. Rimasta in vigore fino agli anni Quaranta del secolo appena trascorso, negli ultimi decenni è stata dimenticata. E ora, grazie all'Academia Lupiaensis, la Fiera delle Campanelle ritorna a nuova vita e ripropone un evento che coniuga il significato religioso delle campane, metafora di pace e di tolleranza, con l'aspetto culturale della manifestazione.
Una rivisitazione del passato, dunque, per conoscere e apprezzare un altro tassello della nostra identità culturale, tanto più che il tema delle campane è occasione propizia per curiosare ancora su aspetti poco esplorati della nostra storia. Per esempio, non a tutti è nota l'origine del termine campana: esso deriva dal latino vasa campana, ossia vasi costruiti in Campania, con un particolare bronzo detto campanum. Usata dapprima per vari scopi, resta incerto il periodo in cui la campana assume rilievo nel culto cristiano; e prime attestazioni delle fonti rimandano al VI secolo dopo Cristo, tuttavia, il loro uso divenne rituale a partire dal IX secolo.
Dal XVI secolo le fonti locali riportano notizie certe sulla presenza dell'arte campanaria a Lecce. I maestri fonditori leccesi avevano le loro botteghe in un isola di case, detta appunto "Isola dei Ferrari", situata nel pittagio di San Biagio, tra la chiesa di Santa Chiara e il Palazzo del Governatore. Il più noto fonditore leccese di quel secolo, capostipite di una dinastia di ferrari e bronzisti, fu Colamaria Gricelli che nel 157, costruì un orologio sistemato poi sulla torretta del Sedile.
Nel 1695 Benedetto Gricelli fuse la campana grande per il campanile del Duomo. Firmate probabilmente dallo stesso artista e datate 1696 e 1710 sono rispettivamente le campane del piccolo campanile di San Matteo e quella della cattedrale di Nardò.
L'elenco di questi pregevoli manufatti si infittisce col tempo, ma sono sufficienti gli esempi appena ricordati per cogliere l'importanza di questa manifestazione che si prefigge l'obiettivo di divulgare la conoscenza di tradizioni antiche e di antichi mestieri, come l'arte di plasmare le campane, siano esse in bronzo o in creta, dove tante generazioni di maestri hanno saputo fondere insieme i valori della fede, dell'arte e della cultura.


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