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Umanista Antonio De Ferraris

Antonio De Ferraris deoo Galateo fonte. eneaportal.unile.it
Categoria: Personaggi illustri
Periodo: (Galatone 1444 - Lecce 1517)
Galatone (LE)

Umanista

La Vita


Antonio De Ferraris, soprannominato Galateo per le sue origini, nacque a Galatone nel 1444 (Fonte 1) da Pietro de Ferraris e Giovanna d’Alessandro. Iniziati in patria gli studi delle Lettere, della Medicina e della Fisica, si trasferì a Ferrara per approfondirli. Laureatosi giovanissimo, esercitò la professione di medico a Ferrara, Venezia e quindi a Napoli, acquistando una notevole rinomanza, tanto da diventare assiduo frequentatore della Corte, stimato e apprezzato dai Sovrani, e divenendo membro della famosa Accademia Pontaniana (Fonte 2).
Fu un umanista salentino e uno dei più insigni scrittori del 1400, filosofo, storico, filologo, matematico, geografo, grecista, ma sopratutto medico, aveva appreso le teorie e gli insegnamenti di grandi medici del passato: Ippocrate, Galeno, Discoride, Paolo d'Egina e Serapione il Vechio (Fonte 1).
La natura schiva e modesta lo portò ad accettare il posto di medico condotto a Gallipoli, dove la sua vita assunse un ritmo sereno e tranquillo, turbato però dalle vicende che si susseguirono nel Regno di Napoli per le varie guerre. A Roma godette dell’ amicizia di numerose personalità, tra cui il Cardinale Giovanni dei Medici, futuro Papa Leone X. Trasferitosi a Bari divenne medico di famiglia della Duchessa Isabella D’Aragona e proprio durante un viaggio da Bari in Calabria fu catturato dai pirati e fatto schiavo.
Riscattatosi si traferì a Lecce, dove istituitì un’Accademia sul modello della Pontaniana di Napoli, iniziando la compilazione della sua opera più famosa, De Situ Japigiae, in cui inserisce anche osservazioni sulle caratteristiche fisiche della regione, rendendo meglio l'idea del suo valore culturale e letterario; In quest'opera il Galateo segnala per la prima volta alcune fortificazioni messapiche quali ad esempio Muro Leccese (Fonte 2).
Un'altra delle sue opere è Heremita , un'aspra satira contro la corruzione degli istituti ecclesiastici (Fonte 1). Morì a Lecce il 22 novembre 1517 (Fonte2).

Hanno scritto di lui Giuseppe Boccanera Macerata nel libro “Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli” e Nicola Gervasi nel libro “Biografia degli uomini illustri Salentini”, edizione del Grifo, Lecce 1990 (Fonte 1).


Fonte: (Fonte 1) www.eneaportal.unile.it; (Fonte 2) www.scienzasalento.unile.it

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