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Pittore Serafino Elmo

Chiesa San Pietro e Paola
Categoria: Personaggi illustri
Periodo: (Lecce 1696 Lecce 1777)
Lecce

Serafino Elmo nacque a Lecce nel maggio del 1696 e muore nella sua villetta della Cupa nel novembre del 1777 all’età di ottantuno anni (fonte 1). Personalità non di primissimo piano, e tuttavia niente affatto trascurabile nell'ambito delle vicende dell'arte nel Salento in Età Moderna, il pittore leccese Serafino Elmo compare sulla scena artistica locale nei primi decenni del Settecento. La sua lunga e proficua attività, che attraversa gran parte del secolo qualifica il gusto e le tendenze artistiche di una realtà periferica del Regno.

 Le due tele dell’Elmo, forniscono alcune notizie sulla prima attività del pittore, una raffigura la Madonna con Bambino, la quale possiamo apprezzare nel Museo Provinciale Sigismondo Castromediano a Lecce, e l'altra la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosa che troviamo nella matrice di San Pietro in Lama. L’opera raffigurante la madonna con il bambino e legato alla devozione mariana, realizzato dal pittore all’età di 34 anni, ormai autonomo dal suo apprendistato, e già con una certa notorietà che crescerà nel momento in cui contribuirà nella matrice di Mauro Leccese, nella chiesa di San Giovanni Battista ed in seguito la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosa nella matrice di San Pietro in Lama all’interno della quale attendeva ad una seconda tela raffigurante la discesa dello Spirito Santo. Da un'analisi dell\'intera produzione dell'Elmo emerge l'omogeneità di un linguaggio pittorico che non conosce nel tempo veri e profondi mutamenti.

Tutte le sue opere, infatti, si presentano strettamente legate tra loro rendendo difficile una proposta di datazione per quelle non documentate, ma stilisticamente a lui riconducibili. E' il caso delle tele nella chiesa di Sant'Angelo a Lecce raffiguranti Giuditta con la testa di Oloferne, Il Trionfo di David, Mosé distrugge le tavole della legge e il vitello d'oro, Salomone incensa gli idoli, Il giudizio di Salomone, David e Abigail, queste ultime due infine sono riproposte con poche varianti in altrettanti dipinti presenti in collezione privata a Lecce. Quello che tuttavia emerge da queste opere è la capacità dell'artista nel comporre la scena ed un'attenzione nella resa dei dettagli. Alla seconda metà degli anni Trenta è ascrivibile la mistilinea tela raffigurante la Trinità collocata in controfacciata nella chiesa di San Giuseppe a Lecce. Tra il terzo e il quarto decennio del Settecento è possibile forse assegnare il Transito di San Giuseppe nella parrocchiale di Arnesano ma attualmente solo un corretto intervento di restauro potrebbe restituire la leggibilità del manufatto e confermare la paternità dell’opera all’Elmo, avvalorando cosi anche l’attribuzione al pittore dell’omonima tela nella chiesa leccese delle clarisse;

Possiamo assegnare all\'Elmo anche l'omonimo ovale nella chiesa leccese di Santa Maria delle Grazie. Nell'ottica di una generale gravitazione napoletana della cultura di Terra d'Otranto le parziali aperture verso la cultura artistica romana attestate nella pittura dell'Elmo, mostrano il tentativo dell'artista di emanciparsi dai tradizionali modelli di riferimento a vantaggio di nuove soluzioni che rispondessero a più precise esigenze di tipo classicistico. Rimane tuttavia aperto il problema delle modalità di acquisizione di tali modelli da parte dell'Elmo: in maniera diretta, attraverso un viaggio di formazione o di soggiorno a Roma, oppure in maniera indiretta, mediata dalla circolazione di stampe ed incisioni (fonte 2).

Fonte: (fonte 1) Archivio di Stato di Lecce (fonte 2) www.culturaservizi.it

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