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Tenore Tito Schipa

Tito Schipa Fonte: www.titoschipa.it
Categoria: Personaggi illustri
Periodo: (Lecce 1888 - New York 1965)
Lecce

Tenore

La Vita


Tito Schipa, nome d’ Arte di Raffaele Attilo Amedeo Schipa, nato a Lecce il 27 Dicembre 1888, tenore e attore italiano di grande fama considerato uno dei più grandi “tenori di grazia” della storia dell’Opera. (1)
Dotato di un timbro personale ed inconfondibile, ha interpretato i suoi ruoli per oltre 40 anni di carriera. (2) 
Tecnica superlativa, colore di voce speciale, capacità unica di dominare il fiato ed emettere "mezzevoci" e "filature" ed un canto scevro da portamenti, singhiozzi ed altri effetti leziosi tipici dell'epoca, lo hanno reso un tenore fuori dal tempo, il cui modo di cantare appare ancora oggi moderno.

Il suo talento fu notato sin dalla più tenera età; nel 1902 il ragazzo già soprannominato “Titu” (1)parola dialettale sinonimo di piccoletto (2), entrò in seminario dove ebbe modo di studiare anche composizione.

Dopo l’adolescenza il suo maestro di canto(Alceste Gerunda), gli consigliò di recarsi a Milano per continuare i suoi studi.
Il 4 febbraio 1909 fece il suo primo debutto a Vercelli nella Traviata (opera di Giuseppe Verdi).

Dopo un lungo periodo di formazione nella compagnia operistica di Giuseppe Bordoni, trionfò a Napoli nel 1914 con la Tosca (opera di Giacomo Puccini) dove il nome d’Arte “Tito Schipa” si impose definitivamente alle cronache artistiche e mondane.
In grado di cantare undici lingue e parlarne correttamente quattro, dopo aver debuttato con Manon (opera di Massenet) a Madrid, si assicurò il primo trionfo estero. (1)

Nel 1919 approdò negli Stati Uniti, inviato dal soprano scozzese;
qui si sposò con Antoinette Michel D’Ogoy, soubrette Francese conosciuta a Montecarlo, da lei riceverà due figlie chiamate rispettivamente Elena e Liana. (2)

Il 4 Dicembre Schipa debuttò trionfalmente a Chicago, che segno l’ inizio della sua permanenza negli Stati Uniti durata oltre quindici anni.
Nell’ottobre del 1932 prese il posto di Beniamino Gigli nel “Metropolitan Opera”.
Nel 1935 prese parte in un dramma lirico a San Francisco; Ma gli effetti della Grande Depressione, la crisi con la moglie e la nostalgia della città natale, mai dimenticata, riportarono Schipa in Italia.

Alle molte recite nei teatri italiani, si accompagnò una carriera cinematografica che, iniziata a Hollywood con alcuni cortometraggi musicali per la Warner Bros, fece di Schipa il divo del “cinema dei telefoni Bianchi”.

Fu vicino al regime fascista, soprattutto per l'antica amicizia personale con Achille Starace, suo conterraneo.
L'America del pre-maccartismo lo dichiarò indesiderato, e lo stesso fece il “Teatro alla scala” di Milano appena restaurato e riaperto.
Continuava intanto l'attività teatrale e dopo una relazione con Caterina Boratto, conclusasi durante la guerra, sposò l'attrice Diana Prandi,la quale nel 1946 gli dette un figlio, Tito junior.

Dopo una carriera durata quasi mezzo secolo, dagli anni cinquanta Schipa inizia a comparire sulla scena sempre più di raro; fino a quando nel 1955 presentò il suo ultimo spettacolo,l’Elisir d’Amore, nel teatro di Bari, Russia,Ungheria e Stati Uniti per dare l’addio al palcoscenico. (1)
Vittima di gravi traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni suoi manager e collaboratori, fu costretto a tornare negli Stati Uniti, dove venne accolto, ancora una volta, con entusiasmo. (2)

Tito Schipa morì a New York nel 1965 per un collasso cardiocircolatorio, una complicazione del Diabete di cui soffriva dagli anni quaranta; la sua Lecce, mai dimenticata, per la quale egli sognava di istituire un Festival Musicale, lo accolse per l'ultimo viaggio. La sua bella tomba (su cui sono collocati uno spartito musicale ed un usignolo, in ferro battuto) si trova nel cimitero monumentale di Lecce, accanto alla chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo. (1)


Fonte: Wikipedia (1) Sito ufficiale www.titoschipa.it (2)

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