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Torre del Parco

torre del Parco
Località: Lecce
Categoria: Torri

Uscendo dalla Porta San Biagio, dopo aver percorso tutta Via Don Minzoni, si arriva in un sito conosciuto ai Leccesi come "gli archi": delle poderose arcate, infatti, permettono alla strada di passare sotto le terrazze del bellissimo complesso cinquecentesco noto come "Torre del Parco". Costruita nel 1419 per volontà di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, figlio diciottenne di Raimondello e Maria D'Enghien, contessa di Lecce e regina di Napoli, per aver sposato Re Ladislao di Durazzo, la torre, a pianta circolare, si presenta alta e massiccia, su due livelli uniti da un scala a chiocciola, circondata da un fossato dove si dice fosse allevato l'orso, simbolo araldico della famiglia. Immersa in un grande parco, era un luogo di grande godimento per il principe e molto tempo dopo anche per i leccesi per i quali diventò verso la fine del '500 la prima passeggiata fuori le mura.
Il parco intorno alla Torre aveva un'estensione di oltre 40 ettari ed era ripartito in una zona pubblica e in una privata: il "Parco di dentro", cittadella recintata comprendente la Torre e le "Stanze del Principe", e il "Parco di Fuori" che si estendeva sino alle mura urbane e che, verso la metà del '400, era il luogo del mercato più importante d'Italia , gli otto giorni della fiera di San Giacomo.

La struttura, inoltre, fu sede della zecca dove, per volontà del principe, venivano coniate monete d'oro e d'argento, i cosiddetti "mali carlini". Dal 1458 al 1461 la Torre divenne carcere per alcuni progionieri che incisero le loro "lamentazioni " ancora leggibili nel piano inferiore della fortezza.
Dopo la morte di Giovanni Antonio, avvenuta nel 1463, il complesso divenne dimora dei vari viceré spagnoli che si alternarono nel dominio di Lecce. Durante i loro mandati si ristrutturò il Parco (molto probabilmente in questi anni si costituisce l'ampia ed elegante terrazza soprastante il palazzo e tuttora esistente) e si diede sistemazione al Viale Reale che da Porta San Biagio conduceva all'ingresso del Parco, che venne monumentalizzato nel 1582 con una Porta, sulla quale campeggiavano le insegne imperiali di Filippo II, figlio di Carlo V (tuttora riconoscibili da chi, percorrendo il Viale del Parco, osserva i cosiddetti "archi", a fianco alla Torre).
Per tutto il Seicento continuarono gli splendori della vita nel Palazzo e nel Parco.

Dopo la fine della dominazione spagnola (ai primi del '700 si registra l'avvento dei Borboni), il complesso della Torre del Parco termina il suo periodo di massimo splendore e comincia una lunga inesorabile decadenza.
Nel 1819 diviene proprietà dei Conti Romano che l'acquistano dal Demanio Militare.
Nel 1992 la Torre del Parco è venduta dai Conti Romano ed acquisita da una società privata che la restituisce "a moderni fasti" ed alla possibilità di essere visitata dai cittadini.

Luciana Pisanello per Salentonline

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