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Conte di Lecce, Re delle Due Sicilie Tancredi Di Lecce

Tancredi di Lecce - Fonte: Wikipedia
Categoria: Personaggi illustri
Periodo: (1135 - 1194)
Lecce

 La vita

Tancredi D’Altavilla o più propriamente Tancredi di Lecce, fu Conte di Lecce ed in seguito re di Sicilia; nacque a Lecce da Ruggero III di Puglia(il figlio maggiore di Ruggero II di Sicilia) e Emma dei Conti di Lecce. (fonte 1)
Alla morte del padre Ruggero III, Tancredi diviene Conte di lecce. (Fonte 2)
Alla morte di Ruggero II, il Conte di Lecce viene esiliato da Guglielmo I di Sicilia (Fonte 1), zio di Tancredi di Lecce, il quale riteneva il nipote una minaccia per assicurarsi la corona di Sicilia; nonostante i tentativi di ritornare nel sud riuscì a rientrare solo dopo la morte dello zio (Fonte 2), dopo l’assunzione del trono da parte di Guglielmo II di Sicilia (fonte 1), dove riacquista subito la contea. Del conte di Lecce restano 8 documenti pubblici, si tratta di atti emanati fra il 1169 e il 1190. Durante il regno di Guglielmo II, Tancredi acquista simpatie sempre più crescenti in tutto il regno. La sua personale potenza è ormai riconosciuta quando re Guglielmo II muore senza eredi diretti, siamo nel 1189 (fonte 2).
Tancredi fu un suddito fedele e prese parte alle azioni belliche della flotta normanna(fonte 1), era uno fra i maggiori baroni Normanni pretendenti alla corona. Egli è un uomo ben maturo, normanno discendente per linea diretta dal fondatore della monarchia. Inoltre ha patito l'esilio a Bisanzio, ha comandato l'esercito in azioni militari, e pure, se non proprio facoltoso, dispone di larghe proprietà terriere (Fonte 2).
Tancredi fu anche munifico nei riguardi della contea di Lecce: a lui si deve la commissione della Chiesa e del monastero dei Santi Nicolò e Cataldo a Lecce; il complesso dell’abbazia di santa Maria di Cerrate nei pressi di Squinzano, e importanti lavori nella cattedrale di Otranto (Fonte 1).
Il principale nemico di Tancredi fu Enrico figlio di Federico Barbarossa, sacro romano imperatore, infatti Enrico sposò anni prima Costanza d’Altavilla, figlia di re Ruggero II (Fonte 2) perciò zia dello stesso Tancredi.
La corte di Palermo era divisa; e una parte, sperando anche nell'appoggio papale, simpatizzava per Tancredi, che era riuscito ad ottenere una certa stima come comandante militare ed era, per quanto illegittimo, l'ultimo discendente maschio della famiglia Altavilla. Inoltre, l'imperatore Federico Barbarossa era impegnato nella crociata in Terra Santa ed Enrico VI e Costanza erano costretti a rimanere nel Regno germanico impegnati nella sua reggenza (Fonte 1).
In questo contesto, nel Novembre 1189 Tancredi viene incoronato a Palermo Re di Sicilia e subito dopo arriva anche il riconoscimento papale. Quando Enrico succede il trono al padre, decise subito di riconquistare la Sicilia quindi assieme al suo esercito e la sua consorte marcia verso Roma per ricevere dal papa la corona imperiale (Fonte 2).
Tuttavia la sua flotta si scontrò in mare con le flotte siciliane le quali la sconfissero; l’ esercito di Enrico, anche a causa di una pestilenza, fu decimato e Tancredi, avendo imprigionato la zia Costanza, moglie di Enrico, pretese per il rilascio che Enrico scendesse a patti con un accordo di tregua. Ma cedette l’ ostaggio a Papa Celestino III il quale fu attaccato da un guarnigione imperiale che liberò l’imperatrice, cosi facendo la tregua di Tancredi non venne stipulata. Tancredi morì di una malattia nel 1194, mentre era impegnato in una campagna nella parte peninsulare del regno per ridurre all'obbedienza i suoi vassalli di fede imperiale. La sua successione fu molto travagliata. Tancredi aveva indicato come successore, dapprima il figlio Ruggero, il quale morì nel 1193, passando così il trono al fratello Guglielmo, con la reggenza della moglie Sibilla di Medania sino alla maggiore età.
Alla morte di Tancredi, Enrico riuscì a salire al trono di Sicilia con un sanguinoso intervento armato nel dicembre 1194, ponendo così fine all’esistenza del Regno di Sicilia (Fonte 1) .




Fonte: (fonte 1) wikipedia (fonte 2) www.storiaonline.org

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