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Conte di Lecce, Soleto e Galatina, Principe di Taranto Raimondello Orsini del Balzo

Orsini del Balzo
Categoria: Personaggi illustri
Periodo: (Nocera Inferiore 1361 - Taranto 1406)
Lecce

Raimondo Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Raimondello, era il secondo figlio di Nicolò Orsini, conte di Nola, Cancelliere e Nobile del Regno di Napoli, fu Conte di Soleto e Galatina, Duca di Benevento, Principe di Taranto, Conte di Lecce, Duca di Bari, Gran Contabile del Regno di Napoli, Gonfaloniere della Sacra Romana Chiesa (fonte 2), signore di Otranto, Nardò, Ugento, Gallipoli e Tricase.
Aggiunse al suo cognome Orsini quello dei Del Balzo (De Baux) in quanto venne adottato dallo zio Raimondo Del Balzo e dalla moglie Isabella D’Apia, contessa di Campagna e Casaluce, per dare loro una discendenza (fonte 1).

La casata Orsini Del Balzo è una famiglia nobiliare del XIII e XIV secolo, nata con il matrimonio tra Roberto Orsini e Sveva Del Balzo, figlia di Ugo, gran Siniscalco del regno di Napoli. Sveva apparteneva alla più potente famiglia nobile meridionale, imparentata con la dinastia angioina e quella aragonese (fonte 1) .
Verso la fine del 1300 fondò Salice Salentino, e a Galatina commissionò la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, capolavoro d'arte francescana, dove è ritratto all'interno (Fonte 2).
Di ritorno dalla Terra Santa, occupò militarmente la contea di Soleto donatagli dallo zio Raimondo Del Balzo ma usurpatagli dal padre a favore del primogenito Roberto (Fonte 1).
Dopo qualche anno Raimondello si ribella a Carlo III e passa dalla parte di Luigi I d’Angiò. In questa contesa con il padre Niccolò, Raimondello, alla fine riesce ad ottenere i beni che gli spettavano per eredità. Proprio su consiglio dell’Angioino, nel 1384, sposa Maria d’Enghien, contessa di Lecce, che gli porta in dote tale contea ed altre terre di Puglia (Fonte 3) come la contea di Lecce ed il principato di Taranto il quale includeva metà del Regno di Napoli (Fonte 1).
Alla morte di Luigi I d’Angiò, Raimondello prosegue nella sua politica a favore degli Angioini, sostenendo Luigi II d’Angiò e accorrendo, nel marzo del 1385, in difesa del pontefice Urbano VI minacciato a Nocera dalle armi di Carlo III di Durazzo.
Il pontefice viene liberato in specifico dall’intervento armato del conte Orsini del Balzo e riesce a ritirarsi a Genova, con bolla speciale concede al conte Raimondello Orsini del Balzo ‘licenza di costruire’ un convento con ospedale e chiesa ‘sub vocabulo Sanctae Chatarinae’ in S. Pietro in Galatina (Fonte 3).
Verso la fine del XIV secolo fondò Salice Salentino e ordinò la costruzione della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, un capolavoro di arte francescana.
Egli stesso vi è ritratto all’ interno insieme con suo figlio Giovanni Antonio.
Vi si conserva una reliquia (un dito) di Santa Caterina d’Alessandria portata in Puglia da Raimondello dal monastero in Palestina dov’è il corpo della santa; un'altra opera importante da lui voluta e commissionata fu l’omonima guglia a Soleto (Fonte 1).
Insieme con l’eredità che gli perviene dal matrimonio con Maria d’Enghien, diventa uno dei più potenti feudatari del Mezzogiorno e il suo passaggio da Luigi II d’Angiò a Ladislao il Magnanimo, durante le lotte dinastiche nel regno, diventa determinante per la sconfitta e la definitiva dissoluzione della parte angioina
Raimondello viene in contrasto con Ladislao. Mentre il re aveva posto sotto assedio la città di Taranto, Raimondello, che era lì a difesa della sua Terra, muore nel 1406 e la resistenza e la lotta vengono continuate, anche se per un breve periodo, dalla vedova Maria d’Enghien (Fonte 3) la quale fece inoltre riempire di affreschi la chiesa di Santa Caterina con nuove maestranze da Napoli. Dopo la sua morte i lavori vengono proseguiti dal figlio Giovanni Antonio e dalla moglie Anna Colonna, come viene testimoniato dallo stemma degli Orsini del Balzo inquartati con quello dei Colonna sia nella chiesa di Santa Caterina che sull'ultimo ordine della Guglia di Soleto (Fonte 1).





Fonte: (fonte 1) Wikipedia; (fonte 2) eneaportal.unile.it; (fonte 3) www.delbalzo.net

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