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Eventi e speciali

Feste patronali 2019

Eventi in Salento

Informazioni utili

  • Categoria: Feste religiose
  • Dal 01/01/2019 al 31/12/2019

Feste patronali

Salento 2019

Le feste patronali nel Salento sono un capitolo a parte fra gli innumerevoli eventi che costellano il panorama culturale del nostro territorio. Un capitolo a parte perché segna l'unica forma di continuità fra il Salento che si è aperto al turismo nell'ultimo decennio ed il Salento atavico, apparentemente immobile e chiuso nelle proprie tradizioni.

La festa era l'unico evento pubblico che puntualmente ricorreva in ogni paese o frazione, piccolo o grande, con enorme aspettativa da parte di tutti i cittadini, di ogni categoria e grado sociale, per dimostrare al Patrono l'immensa devozione e l'affetto. Era anche un momento in cui il campanilismo si manifestava più acceso; era, e lo è ancora, una gara a chi riusciva a sorprendere più degli altri nella scelta delle luminarie, dei fuochi d'artificio o delle bande.

C'era un giudizio fra i cultori delle feste (quelli dei paesi che gravitavano intorno a Gallipoli), in una gara inespressa, con giuria popolare e insindacabile, che segnalava i migliori nei temi fondamentali delle feste ed era questo: 'a banda te Matinu, 'a villa te Parabbita, 'a battaria te Tuje, li fochi te Nejanu. A banda è quella cosa meravigliosa e viva che è la musica che cammina, la musica che si sposta, quella che accompagna il Santo o la Madonna nelle processioni e la sera, nella cassarmonica tutta illuminata, suona le arie celebri delle opere liriche; li fochi sono i fuochi d'artificio che si sparano la notte dell'ultimo giorno di festa, un tripudio di luci, colori e rumori in onore del patrono. 'A battaria è una sequenza allegra di scariche di fuochi che si sparano intorno a mezzogiorno, modulata per essere ascoltata più che vista. 'A villa sono le luminarie che trasformano ogni paese in un fantastico universo di luci e colori. All'inizio erano tremolanti fiammelle che si accendevano per devozioni alle finestre; oggi son diventate fantasmagoriche architetture.

E, seduti ai tavolini, è consuetudine consumare noccioline, mustazzoli e pezzetti di cupeta, un croccante di mandorle tipico salentino di origine araba, passato in Italia tramite la Sicilia che prende il nome dal dolce arabo "qubbaita", dolce molto simile alla nostra ricetta odierna: mandorla tostata e zucchero, mantecati con maestria dai cupetari ambulanti. Nei loro lucenti negozi mobili, gli artigiani della cupeta, preparano sotto gli occhi di tutti questo dolce croccantissimo con le attrezzature di una volta. Il momento in cui la cupeta ambrata al punto giusto viene versata sul marmo è davvero magico, è proprio lì che si esprime tutta la maestria di questi artigiani. Con le loro abili mani distendono, il composto, con movimenti lenti e graziosi prima di passare poi al taglio e alla vendita. Insomma, dove c'è cupeta, c'è sapore di festa!

L'adozione del Santo Protettore, risposta alla necessità ancestrale dell'uomo di affidarsi a qualcuno che preservasse fisicamente e materialmente, obbedisce ad impulsi di varia natura: è, prevalentemente, la registrazione di un miracolo (Parabita, Carpignano, Cutrofiano ed altri) o l'acquisizione di una reliquia o la beatificazione di un personaggio speciale originario del luogo (Campi, Copertino) o, anche, una manifestazione di gratitudine di un autorevole esponente del potere locale per essere stato liberato da un pericolo o guarito da una malattia (Ruffano) Non sempre, però, il protettorato resiste nel tempo alla prova dei fatti, per cui spesso, se la protezione si rivela inefficace, il Santo viene detronizzato a favore di un altro che si dimostra provvisto di migliori capacità taumaturgiche. La scelta dei Santi patroni si stabilizza, però, tra fine Settecento e inizio Ottocento. Nel Novecento si è affermata la tendenza ad assumere due santi patroni, uno al maschile ed uno al femminile; quest'ultimo, in non pochi casi, coincide con la Vergine Maria in una ricca pluralità di denominazioni: di Belvedere (Carovigno), di Loreto (Surbo), di Montevergine (Palmariggi), di Coelimanna (Supersano), della Grotta o Madonna Bruna (Carpignano), dell'Abbondanza (Cursi), della Coltura (Parabita), della Neve (Neviano), della Lizza (Alezio.) Molti i Santi orientali venerati nel "greco" Salento; le loro icone o reliquie furono portate qui ai tempi delle lotte iconoclaste dai monaci bizantini fra questi san Giovanni Elemosiniere, ( Casarano e Morciano) nativo di Cipro, patriarca di Alessandria d'Egitto, Sant'Ippazio, nato in Asia Minore (Tiggiano), San Gregorio nato in Armenia (Nardò), San Nicola di Myra, nato in Licia, scelto come patrono da molte comunità salentine (Maglie, Aradeo, Sannicola, Specchia, Salve, Squinzano). Fra i patroni martiri vi è anche un santo barbaro, San Niceta il Goto, venerato a Melendugno, unico paese in Italia ad averne il protettorato. "La Puglia è un meraviglioso, austero, paese arcaico" ha scritto Cesare Brandi. Un estremo lembo di terra in cui la modernità sembra avanzare lentamente, salvaguardando tradizioni e testimonianze. Ogni anno schiere di turisti si dirigono a sud calamitate da un'aura di autenticità sempre più minata da logiche consumistiche. Affascinate dall'incorrotta atmosfera delle sagre e delle feste patronali, si assiepano in affollate piazze alla ricerca di quell'arcaismo che per molti ancora connota la religiosità meridionale. Diversa, ma con esiti non dissimili, la condotta degli autoctoni che, nella generale euforia, partecipano inconsapevoli alla scenica rappresentazione, camminando eccitati tra strade agghindate e odorose, dimenticando origine e fine della celebrazione.

A poco servono i richiami degli infastiditi parroci, che invano, cercano di richiamare all'ordine gli indisciplinati fedeli, nell'estremo tentativo di salvaguardare il misticismo residuo. Ed è così che il sacro, suo malgrado, si trasforma nel primum movens di una complessa macchina economica. Ingurgitato dal diffuso laicismo contemporaneo, esso si dilava, fino a disperdersi, tra venditori ambulanti, luculliani banchetti, rappresentazioni vernacolari e quanto di più caratteristico ogni singola città ha da offrire.

In programma...

Eventi in agenda
Titolo Categoria Data Località
San Lorenzo. Festa a Lizzanello Feste religiose dal 16/01/2019 al 18/01/2019 Lizzanello (LE)
San Sebastiano. Festa a Galatone Feste religiose dal 19/01/2019 al 20/01/2019 Galatone (LE)
Sant'Ippazio. Festa a Tiggiano Feste religiose il 19/01/2019 Tiggiano (LE)
San Vincenzo. Festa a Miggiano Feste religiose il 22/01/2019 Miggiano (LE)
San Vincenzo di Saragozza. Festa a Ugento Feste religiose il 22/01/2019 Ugento (LE)
San Giovanni Elemosiniere. Festa a Morciano di Leuca Feste religiose il 23/01/2019 Morciano Di Leuca (LE)
San Biagio. Festa a Ostuni Feste religiose il 03/02/2019 Ostuni (BR)
Sant'Agata. Festa a Gallipoli Feste religiose dal 04/02/2019 al 05/02/2019 Gallipoli (LE)
Sant’Antonio te le Focare. Festa a Cutrofiano Feste religiose il 17/02/2019 Cutrofiano (LE)
San Gregorio Armeno. Festa a Nardò Feste religiose dal 18/02/2019 al 20/02/2019 Nardò (LE)
San Giorgio. Festa a Matino Feste religiose il 27/02/2019 Matino (LE)
Madonna di Costantinopoli. Festa a Diso Feste religiose il 01/03/2019 Diso (LE)
Maria SS. Annunziata. Festa a Castro Feste religiose dal 16/03/2019 al 25/04/2019 Castro (LE)
San Giuseppe. Festa a Salignano Feste religiose il 19/03/2019 Salignano - Castrignano Del Capo (LE)

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